Luigi Nono (Fusina 1850 - Venezia 1918)

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luigi nono pittore

Luigi Nono


Valutazione dipinti Luigi Nono

Le quotazioni del pittore Luigi Nono vanno in media per i bozzetti da 4.000 euro ai 6.000 euro, per gli oli dai 10.000 euro ai 20.000 euro e a volte possono arrivare ai 50.000 euro per i dipinti di qualità. I capolavori superano i 50.000 euro.


Il mercato di interesse è veneto.
I suoi quadri raffigurano scene di genere, ritratti, paesaggi.


Una valutazione è condizionata  dalla conservazione, dalla qualità, dal periodo, dalla dimensione dell’opera e da altri fattori per cui si prega di contattare la Galleria Berardi per ricevere una stima corretta.

 

Dati biografici sull'artista

N. nel 1850 a Fusina

Nono Luigi - Nacque Luigi Nono a Fusina, nel 1850, da Francesco Luigi e Rosa Della Savia.

Fra Treviso e Venezia percorse gli studi tecnici e poi entrò nell'Accademia veneta, ove ebbe alle Belle Arti avviamento dall'amorevole cura del prof. Molmenti.

Alla fine del quarto anno era d'obbligo il cartone di soggetto storico, ma il Nono, senza che ne sentisse rincrescimento il suo maestro, si ribellò alle convinzioni accademiche e dipinse invece la Scala d'oro nel palazzo ducale, che fu esposto alla Mostra annuale dell'Accademia.

I critici più severi riconobbero che il giovine autore di quel quadretto si avviava con passo franco e sicuro verso uno splendido avvenire.

E' di quel tempo un'altra piccola tela rappresentante il Coro dei Frari di Venezia.

Il pennello riproduceva con mirabile evidenza tutte le minuzie della verità, non avendo altro intento che di veder giusto e di riprodurre esatto.

Notando questo quasi eccessivo amore del vero, Camillo Botto esclamava: - Bel difetto per un giovane, essendo sempre più facile, nell'arte lo sciogliersi che il legarsi! - E infatti non tardò il Nono a prendere una nuova maniera più larga e grandiosa e pronta.

Nel 1872, si recò a Polcenigo, nella bella campagna friulana, presso le sponde del Livenza, e frutto dei suoi intimi e assidui colloqui con il vero furono i quadri: Sull'Avemaria, Sorgente del Gorgozz, Ritorno dai Campi e Verso sera.

Spira da queste tele un così profondo sentimento della natura, le acque tranquille, il quieto cielo del tramonto, i crepuscoli vespertini, la melanconia della solitudine, sono così efficacemente resi da rimanere ancora memoria e desiderio di quei paesaggi, pieni d'ntima poesia, con cui il Nono si fece dapprima conoscere.

Ma il colorito pieno, largo, intonato, la sapienza del disegno, la franchezza dell'operare, la verità delle composizioni si rivelano anche nei dipinti di figura, che il Nono, ricco di gioventù, di pensiero, di speranze condusse con operosità feconda.

Tali I primi passi, Autunno, Il marmocchio, La povera madre, Il focolare, La preghiera in Chiesa, La convalescenza, Vice mamma, Gli amanti, Passeggiata a Chioggia Preghiera della sera, il Molino, La Morte del pulcino ecc.

Il Nono, non seguendo, non imitando alcuno, metteva tutto sè stesso in queste tele, notevoli per una delicatezza di espressione e di sentimento che commuove il cuore e solleva la mente.

Era lui quel sottile e ansioso desiderio che oltre al disegno e al colorito domanda all'arte di non scompagnarsi anche dal pensiero.

E un giorno tra le impressioni luminose e ridenti della giovane scuola veneziana, apparve il Refugium peccatorum, un dramma vero, commovente, di effetto irresistibile.

Dinnanzi alle acque verdi della laguna, a un breve tratto di cielo, una donna accosciata sul terreno cerca la calma di un dolore angoscioso ai piedi di un simulacro della Vergine, e ombre spiccano ferme, incisive.

Oltre il cielo nuvoloso, chiazzato quà e là dalle tinte crocee del tramonto, oltre le vele sparse sulla acque e la linea della balaustra, oltre le foglie staccate dagli alberi e turbinanti per l'aria, v'è la solenne poesia dell'idea, la particolare poesia che le cose dicono silenziose al cuore dell'artefice.

Se il Favretto rappresentava insuperabilmente il lato gaio e un po' umorista della vita, il Nono ne mostrava invece l'aspetto sentimentale, la poesia dell'amore e del dolore.

Il Refugium fece chiaro il nome dell'artefice, il quale dignitoso e tranquillo, continuò, sua, ottenendo premi a Monaco, a Berlino, a Parigi, a Bruxelles.

Alla Nazionale di Venezia del 1887 espose I Recinti da Festa, ora nel Museo di Berlino, e Ruth, acquistata da una galleria di Buenos-Ayres.

Il Museo di Monaco (Baviera) possiede la Fruttivendola (1888) e quello Revoltella di Trieste l'Ave Maria (1892).

Nel 1897 all'Internazionale di Venezia espose di I funerali d'un bambino, recentemente acquistati dal Museo Alessandro III di Pietroburgo.

Il Nono è professore di pittura nel R. Istituto di Belle Arti di Venezia.

Tratto da: Le Biennali di Venezia - IV - Esposizione Internazionale d'arte della Città di Venezia

 

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