Mario Puccini (Livorno 1869 - Firenze 1920)

Siamo interessati all'acquisto di quadri del pittore Mario Puccini

Forniamo gratis le quotazioni dei quadri e dei dipinti di questo pittore

Siete in possesso di opere d'arte, dipinti o acquerelli di questo artista?

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Possiamo fornirvi una valutazione gratuita, immediata e senza impegno, indicandovi i prezzi più recenti del pittore Mario Puccini.

Tel.: 328 3151953

Potete inviare le foto via email a:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

o via WhatsApp: 328 3151953

In caso lo riteniate necessario sarà possibile prenotare gratuitamente un appuntamento in tutta Italia!

La Galleria Berardi è specializzata nelle opere di Mario Puccini. Siamo tra i massimi esperti di questo pittore e forniamo le quotazioni e i prezzi in maniera assolutamente gratuita.

In caso di vostro interesse all'acquisto o alla vendita di quadri di Mario Puccini siamo in grado di fornirvi tutta la consulenza necessaria. La discrezione, la rapidità nelle risposte, la serietà nella trattativa contraddistingue la Galleria Berardi nella trattativa dei dipinti di valore di questo importante artista.

 
 

mario puccini pittore

Mario Puccini


Valutazione dipinti Mario Puccini

Le quotazioni del pittore Mario Puccini si aggirano dai 500 euro ai 3.000 euro per i disegni di qualità, i suoi studi o per gli oli medi vanno in media dai 3.000 euro ai 6.000 euro, invece i dipinti più importanti si aggirano intorno ai 15.000/ 30.000 euro. I quadri più vasti e significativi possono arrivare sino a 30.000 euro.


I suoi quadri raffigurano marine, moli con barconi , interni di stalla, paesaggi e nature morte.


Una valutazione è condizionata  dalla conservazione, dalla qualità, dal periodo, dalla dimensione dell’opera e da altri fattori per cui si prega di contattare la Galleria Berardi per ricevere una stima corretta.

Dati biografici sull'artista

Il pittore livornese Mario Puccini morì di tubercolosi a Firenze nell'ospedale di Santa Maria Nuova, il 18 giugno 1920.

Aveva cinquantadue anni, Giovanni Fattori l'aveva amato come un figliolo, ma la fama di lui non era ancora uscita dalla Toscana.

Era un solitario innamorato della sua Livorno e della Maremma.

Nel 1911 e nel 1912 era stato in Francia dove un suo fratello cantante di teatro s'era raccolta una discreta fortuna, e con lui aveva vissuto per molti mesi a Dygne nelle Basse Alpi dove quel suo fratello possedeva una villetta.

Ma una mattina colto dalla nostalgia lasciò il fratello e la villa e gli agi e, per quante strettezze lo angustiassero, non si volle più partire da Livorno; e persino a Firenze dove aveva amici e committenti, si recava di rado e alla sfuggita.

A Livorno per molti anni visse in due stanzucce terrene che prima di lui occupava un pescatore, nel quartiere del Gigante, beato nella sua solitudine, nella sua povertà, nell'arte sua, ché gli bastava guadagnar tanto da comperare tele e colori e dipingere.

Non dipingeva grandi tele, ma vedute del porto e della maremma con un piglio rapido e squadrato, un colore intenso e tempestoso turchini fondi, rossi di cinabro, verdi d'alloro.

Dipingeva denso e netto, coi piani risoluti che egli aveva imparati dal suo Fattori.

Per esercitarsi in questo sforzo costruttivo disegnava molto a carbone e a conté, e non solo appunti dal vero per sua memoria, perché conduceva i più dei suoi disegni di paesi e d'animali a compimento come fossero quadri, con una delicatezza e una fermezza di chiaroscuro magistrali.

Per lunghi mesi non faceva altro, e viveva di questi disegni, accontentandosi d'accumulare, in pittura, tavolette e studioli senza mai sforzarsi a salire di proposito al quadro quando non ne sentiva l'intima necessità.

E dei collezionisti toscani che gli rapivano per poche lire anche queste tavolette, rideva tranquillo e stupefatto.

Negli ultimi anni aveva dipinto qualche ritratto all'aperto, solido e luminoso, con un'osservazione del carattere molto acuta.

Fu un savio che conosceva bene l'arte sua e i suoi limiti e, se la sorte gli fosse stata meno nemica e non gli avesse fin dalla giovinezza stroncata nella miseria la salute e messa in cuore tanta diffidenza verso uomini e verso quel che si suol chiamare la vita, sarebbe stato pei giovani un maestro sicuro e una guida incomparabile.

Ma sopra tutto fu poeta d'una sincerità incontaminata, con un fondo tragico e disperato, un poeta che per poco si placava in paesaggi sereni e in idillii e presto tornava a quella sua colorazione infocata quasi che la sua ora diletta fosse il tramonto.

Naturalmente nessuna pubblica galleria ha finora un dipinto di Mario Puccini. Anzi credo che in questa mostra veneziana si raccolgano per la prima volta, fuori di Toscana, quadri di lui.

 

UGO OJETTI

Tratto da: Le Biennali di Venezia - XIII - Esposizione Internazionale d'arte della Città di Venezia

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookies policy.