Ludovico Cavaleri (Milano 1867 - Cento 1942)

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ludovico cavaleri pittore

Ludovico Cavaleri

Dati biografici sull'artista

Ludovico Cavalieri non appena sentì nell'animo una capacità creativa, ebbe la percezione che quella sua intima armonia lo spingeva ad aspirare vivamente e senza tregua a una sincerità, diremo quasi progressiva.

E fu con questa sincerità che egli poi si espresse in ogni dipinto, rendendola con meraviglioso intuito e con perfetta evidenza.

Infatti, durante tutta la sua attività artistica, le teorie metafisiche e il voluto cerebralismo, non riuscirono a convertirlo; egli persistette nel suo grande amore: l'Arte che considera sostanza e ragione suprema dell'opera sua.

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Ludovico Cavaleri, concepisce i suoi quadri e li abbozza, vagando con la mente nei più disparati campi.

Più tardi elabora con intima dedizione il soggetto prescelto, isolandosi in un angolo del suo studio che presenta quell'apparente disordine caratteristico dei maggiori artisti.

Tuttavia i suoi paesaggi e le sue marine, non sono «inventati»; egli li ha vissuti, sfidando volta a volta ogni intemperia.

Sotto la sferza del sole rovente o sotto i rovesci d'acqua, e in quelle ore per lui sublimi, visioni e immagini s'impressero nell'animo suo, finche non si trasformarono in una realtà pittorica.

Nelle opere del Cavaleri non troviamo le minuzie e i particolari grafici o descrittivi che possiamo riscontrare in alcuni suoi contemporanei, bensì una vera e propria interpretazione umana.

Nulla di superfluo nelle sue evocazioni, nulla che possa distrarre dall'obbietto principale.

Ogni pennellata lascia un'impronta nell'animo nostro, ed è un'impronta serena, chiara, logica poiché definisce un'espressione dell'atmosfera da cui quel dato particolare emerse.

Perciò questi quadri hanno o la solidità di un'immagine plastica, o la trasparenza di un soggetto immerso nell'aureola di grandi luci.

Così Ludovico Cavaleri ci presenta la sua produzione nel momento in cui il suo pennello obbedisce soltanto al cuore, e le sue raffigurazioni più attraenti e più alate nascono precisamente in questo suo cuore che tutto irradia d'un vivo sentimento d'arte.

Sappiamo che egli non ha dimenticato le parole che la Madre sua, Felicita Cacciatori Cavaleri, ebbe a dire un giorno:

«Quand murirù el Vico el gavarà on gran dulur, ma el gà la Mariuccia e l'art. El se cunsulerà».

E così fu infatti.

Il Cavaleri in tutti i suoi quadri ci dà un senso di fede, d'amore e soprattutto di poesia.

Basti citare ad esempio «Portoferraio».

In questo dipinto, l'ampio arco metallico d'un ponte, immerso in un'atmosfera invernale, è potentemente rappresentato.

Ci troviamo veramente davanti a una sinfonia pittorica; e piace non capire dove finisce questa prospettiva estrema del ponte d'acciaio, perché sappiamo quanto sia errato voler cercare dei «perché» in arte.

Ben a ragione un colto amatore d'arte ha definito quest'opera «l'autoritratto del Cavaleri».

Non si poteva trovare espressione migliore.

Ma, non è necessario descrivere in modo particolareggiato i quadri che il pittore ci offre ora a Milano nella stessa Galleria dove presentò diciassette anni or sono la sua Prima Personale, dedicata al figlio combattente.

Il che conferma anche la grande modestia dell'artista, modestia messa già in rilievo da Carlo Bozzi, mentre Lino Pesaro giudicò Ludovico Cavaleri «l'Artista del sentimento».

E' indiscutibile che la produzione del Cavaleri interessa e commuove profondamente chi sa comprenderla.

MARCO BISI

Tratto da: La Galleria Pesaro - Mostra personale del pittore Lodovico CAVALERI

 

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