Evasio Montanella (Prà 1878 - Genova-Prà 1940)

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In caso di vostro interesse all'acquisto o alla vendita di quadri di Evasio Montanellasiamo in grado di fornirvi tutta la consulenza necessaria. La discrezione, la rapidità nelle risposte, la serietà nella trattativa contraddistingue la Galleria Berardi nella trattativa dei dipinti di valore di questo importante artista.

 
 

evasio montanella pittore

Evasio Montanella


Valutazione dipinti Evasio Montanella

Le quotazioni delle tavolette del pittore Evasio Montanella vanno in media dai 500 euro ai 1.500 euro, le opere medie ma di una buona qualità  vanno dai 2.000 euro ai 4.000 euro. Le grandi composizioni sulla spiaggia, con figure possono superare 5.000 euro.


Il mercato di interesse è ligure e lombardo.


Una valutazione è condizionata  dalla conservazione, dalla qualità, dal periodo, dalla dimensione dell’opera e da altri fattori per cui si prega di contattare la Galleria Berardi per ricevere una stima corretta.

Dati biografici sull'artista

Una visione della natura e della vita semplice e naturale, fondata sopra un solido buon senso di lavoratore onesto e infaticabile, avvezzo fin dalla nascita a considerare i problemi dell'esistenza come una facenda molto seria e d'impegno; unito a ciò, un gusto nativo e potente per le belle forme e per le belle vicende del colore e della luce: questo è il temperamento del pittore Evazio Montanella che, in una saletta della Promotrice di Belle Arti coglie quest'anno un campionario di sue opere abbastanza vasto: tale almeno da poter porgere alla critica e al pubblico sicuri elementi di apprezzamento, di definizione, di giudizio

Il Montanella non è ignoto ai visitatori delle mostre genovesi - ne di quelle Romane, Milanesi e torinesi che i suoi quadri frequentano da vari anni - ma è questa, in certo senso, la sua prima "esposizione personale" quella in cui tutte le facoltà della sua fantasia e della sua tecnica sono, per la prima volta, interamente documentate.

Varrebbe la pena, se lo spazio ce lo consentisse, di raccontare come la produzione pittorica del Montanella costituisca, benché abbondante, un episodio abbastanza recente della sua vita, datando le più vecchie opere che il pittore riconosce, a non più di due anni or sono a quando, cioè, in seguito a un disgraziato accidente, il Montanella poté e dové superare il proprio danno e il proprio male, dedicandosi anima e corpo, all'attuazione di lungamente vagheggiati propositi artistici.

Varrebbe anche la pena di raccontare come, dopo un periodo giovanile di studi all'Accademia Ligustica - studi proseguiti a prezzo di gravi stenti - e dopo un susseguente lunghissimo periodo, dovuto a ragioni materiali di lontananza da ogni sicura possibilità espressiva, egli riuscì a riprendersi e a rimettersi di colpo in carreggiata, riconquistando il tempo perduto e meravigliando amici e competenti per la feracità e la felicità della sua natura di pittore,

Varrebbe la pena di raccontare tutto ciò, per aggiungere ai molti pregi dei suoi lavori anche il pregio di un poco di biografia del loro autore.

Ma tale biografia, se non nel suo lato cronistico, certo in ciò che si riferisce alle facoltà più intime del pittore è scritta nei suoi quadri, chi sa leggere può trovare in essi oltre che i documenti di un incessante e finalmente dichiarato amore per l'arte, anche quel gusto degli spettacoli naturali a cui in principio si è accennato e, infine, la prova che il Montanella ha, come concezioni e come forme davanti a se un campo di possibilità da sfruttare, ancora assai vasto. Eppure egli già si rivela pittore munito di una tecnica sapiente e semplice, ragionevole e audace, che rifugge dalle stravaganze avanguardiste e non si chiude nella sigla di nessun accademismo; che aderisce variamente ai vari soggetti e serve a dichiarare l'affetto dell'uomo per i suoi luoghi nativi per la sua gente umile e schietta, per i colori, l'aria e fin il "clima" delle spiagge ponentine della sua Liguria: mare, cielo, brevi colline, infinita luminosità. Quello che più colpisce, assieme alla "pasta" pittorica dei suoi quadri è la loro straordinaria sobrietà di stesura, sempre nascente da un'intima legge del racconto cromatico. Pittura onesta e vigorosa, tutta fondata su valori tonali e di chiaroscuro, questa del Montanella si riallaccia decisamente alla migliore tradizione ottocentesca: e non per un'assenza d'interessi attuale ma perché essa corrisponde, come il più esatto dei linguaggi a quello che il pittore vuole esprimere.

E poiché quanto il Montanella vuole esprimere è sentito con profonda e sincera commozione ed è filtrato attraverso un'esperienza autocritica raffinata da molti anni di meditazione sui problemi dell'arte, ecco che questa tecnica non nuova - rintracciabile come origine in taluno dei macchiaioli toscani e in taluno dei più solidi nostri impressionisti, vuoi lombardi o vuoi d'altre regioni - riesce nuovissima, sembra "trovata" proprio ora da questo pittore. Accade cosi, del resto, di tutte le tecniche in tutte le arti: e cioè che ogni vero artista, avendo un contenuto umano e sensibile da comunicare, può servirsi per far ciò, di qualsiasi mezzo a cui meglio è da natura disposto, purché egli possa e sappia superare e dominare i propri mezzi con la forza di ciò che esprime. Questo dominio del Montanella sul proprio strumento espressivo è fra le doti più evidenti della sua arte e gli consente più di una variazione e più di una libertà, piacevoli anche quando sembrano confinare con l'errore. Detto tutto questo, resterebbe da esporre e descrivere quali sono i "soggetti" che il Montanella, pittore a fondo "naturalista", meglio prelige: ma non vogliamo che fra l'emozione del riguardante e questi quadri (dove tali soggetti sono o disposti, o atteggiati, o colti, o raccontati, o, infine, cantati, senza nessun lenocinio letterario e sempre con schietta e cordiale poesia) si frapponga nessun suggerimento, nessun velo di letteratura.

 

ADRIANO GRANDE

Tratto da: Le Promotrici di Belle Arti - Società di Belle Arti in Genova -Catalogo della LXXVII Esposizione

 

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