Ettore Tito (Castellammare di Stabia 1859 - Venezia 1941)
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Ettore Tito
Valutazioni dipinti Ettore Tito
Le quotazioni del pittore Ettore Tito sono tra i 10.000 euro ai 20.000 euro per gli oli significativi. I dipinti veneziani sono valutati in media oltre i 25.000 euro con cifre massime di 50.000 euro circa per i dipinti del primo periodo di qualità straordinaria.
Il mercato di interesse è napoletano e veneto.
La sua produzione iniziale è dedicata a dipingere scene di ambiente popolaresco veneziano , poi si dedica allo studio della pittura antica, ai soggetti mitologici per passare dall’ispirazione della pittura internazionale ai ritratti mondani.
Una valutazione è condizionata dalla conservazione, dal periodo, dalla dimensione dell’opera e da altri fattori per cui si prega di contattarci per ricevere una stima corretta.
Dati biografici sull'artista
Un veneziano nato, per caso, a Castellamare di Stabia, nel 1860, ma con qualcosa nel sangue - e nell'arte sua - di realmente meridionale, che se sua madre era di Venezia, suo padre era pugliese, capitano della marina mercantile: particolare, questo, dal quale si potrebbe magari inferire che, pittori o naviganti, la passione del mare è ereditaria nei Tito.
I primi studi li fece all'Accademia di Venezia sotto il Molmenti, e i primi quadri li compose sul gusto che allora dominava nella pittura veneziana: scenette aneddotiche di vita popolana; ma con uno spirito d'osservazione e una scioltezza di tecnica quali si vedono, per citare tele di quel periodo, nella Modella e nella Venditrice di zoccoli.
Ma il vero Tito, arioso, luminoso, tutto movimento e rilievo, tutto vita e gioia di vivere, comincia dalla Pescheria vecchia, che fu esposta a Venezia nel 1897 ed oggi è a Roma, alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna.
Da quel quadro, attraverso le successive opere, come, a ricordarne qualcuna, Processione, Biancheria al vento, La gomena, Barche in laguna, Macchie di sole, Giro tondo, Rappezzatrici, Le reti, Ampio orizzonte, Chioggia, via via fino alle più recenti: Ritorno, Il maniscalco, Il mondo non finisce, Il moccichino, La Samaritana, la sua pittura non muta carattere, se anche s'irrobustisce, si affina, s'allarga in un più vasto campo di motivi: è festosa, ridente, la vita colta come in un lampo, nell'attimo in cui - figure, nuvole, animali - più si muove ed è più che mai la vita.
E questa ebbrezza, direi, del movimento, si riscontra pure nei suoi quadri e pannelli decorativi, dipinti con una foga tiepolesca e con una invenzione leggiadrissima; esempi, Perseo e Andromeda, I frutti della terra, Riposo, che i milanesi han veduto nella mostra individuale del 1919, alla Galleria Pesaro. Ettore Tito è anche autore di bellissimi ritratti.
Non tentiamo nemmeno l'elenco delle esposizioni alle quali ha partecipato: sarebbe interminabile; nè quello delle onorificenze e dei premi da lui ottenuti, che furono molti.
Si trovano opere sue nelle pubbliche gallerie di arte moderna di Milano, Trieste, Venezia Roma, Parigi, Budapest, Bruxelles.

